Dermatologia pediatrica ed adolescenziale

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La dermatologia allergologica rappresenta una branca molto vasta in quanto comprende numerosi quadri clinici cutanei estremamente frequenti. Orientarsi, in questo ambito, non è sempre facile  è necessario infatti un approccio diagnostico completo indirizzato ad individuare il meccanismo alla base del processo patologico, con eventuale approfondimento diagnostico attraverso esami di laboratorio che guidino verso una scelta terapeutica mirata.

All’interno della Dermatologia allergologica rientrano gli eczemi normalmente classificati in endogeni ed esogeni. Tra i primi rientra la dermatite atopica, mentre gli eczemi esogeni comprendono la DIC ( dermatite irritativa da contatto) e la DAC ( dermatite allergica da contatto). Quest’ultime hanno caratteristiche cliniche similari ma patogenesi differente, la DIC è su base irritativa, spesso correlata all’utilizzo di sostanze ad uso professionale, che con un meccanismo  diretto esplicano il danno a livello cutaneo, la cui entità è direttamente proporzionale al tipo,  alla dose della sostanza, al tempo di contatto ed è generalmente limitato all’area di contatto. La  DAC, viceversa, è caratterizzata da una risposta allergica immunomediata al contatto con un allergene, in questo caso il danno non è dipendente né dalla dose della sostanza, né dal tempo di contatto e le lesioni cutanee possono comparire anche a distanza. Una corretta diagnosi differenziale tra i due quadri è indispensabile per il successo della terapia. L’esecuzione dei Patch test è fondamentale per l’individuazione dell’allergene in corso di DAC, al fine di completare l’iter diagnostico e per un corretto counseling del paziente.

Rientrano nella dermatologia allergologica le fotodermatiti, un’infiammazione cutanea indotta o aggravata dall’esposizione ai raggi ultravioletti. Clinicamente si manifesta sotto forma di eritema, edema, lesioni papulose o orticaroidi, limitate alle aree foto-esposte. Il meccanismo alla base di tali reazioni può essere di natura fototossica o fotoallergica. Le reazioni fototossiche sono le più frequenti, si sviluppano dopo poche ore dall’esposizione e, generalmente, sono dose dipendenti. Si tratta di reazioni non immunomediate, dovute alla reazione fotoindotta con un farmaco o con  molecole , attraverso la  produzione di sostanze istolesive. Infatti, il danno ai tessuti è dovuto alla produzione di radicali liberi altamente reattivi, che si legano al DNA o alle membrane cellulari. Le reazioni fotoallergiche, invece, hanno alla base un meccanismo di ipersensibilità , sono più rare e compaiono dopo diversi giorni dall’esposizione; inoltre, richiedono una precedente esposizione del soggetto al farmaco ed una predisposizione genetica. Tali reazioni non sono dose dipendenti. Spesso, la stessa sostanza può essere responsabile di entrambe le reazioni.

Inoltre spesso i pazienti si rivolgono al dermatologo per la presenza di reazioni cutanee conseguenti all’assunzione di farmaci. Non è raro il caso in cui tali reazioni compaiono anche per farmaci già assunti da diversi anni o per sostanze assunte dal paziente che lui stesso non considera farmaci e pertanto non mette in correlazione con la reazione presentata ( rientrano in questo campo molti integratori). Inoltre non sempre le reazioni a farmaci sottendono un meccanismo patogenetico immuto-mediato, talvolta è idiosincratico, ciò rende ancora più complesso l’iter diagnostico.

Pertanto solo una corretta anamnesi indirizzata dalla tipologia di lesione elementare presentata, dalla distribuzione per sedi, dalla localizzazione su aree più o meno esposte dall’assunzione di sostanze può consentire una corretta diagnosi. La gestione dei pazienti con reazioni da farmaci può essere quindi molto complessa e talvolta i quadri clinici possono anche  essere di grave entità. Pertanto solo un valutazione da parte di uno specialista competente ne può consentire la reale gestione.

Infine da non trascurare l’orticaria classificata in acuta e cronica in base alla durata maggiore o inferiore a 6 mesi, a possibile  meccanismo patogenetico immunomediato o non immunomediato. La  lesione elementare  che accumuna tutte le forme di orticaria è il pomfo caratterizzato dalla fugacità che spesso ne rende difficile l’osservazione. Le diverse forme di orticarie rappresentano  la tomba del dermatologo anche perché, spesso, il paziente giunge all’osservazione dopo vari trattamenti topici e sistemici a volte solo sintomatologici che rendono ancora più complesso l’inquadramento diagnostico ed eziopatogenetico. Tali quadri vanno da forme benigne idiopatiche ad autorisoluzione, a forme complesse spia di patologie internistiche a volte anche gravi, pertanto un approccio indirizzato al semplice controllo della sintomatologia clinica e del prurito può rivelarsi non solo inadeguato, ma anche pericoloso poiché può non mette in evidenza condizioni patologiche sistemiche importanti. Inoltre, talvolta, l’orticaria può essere la prima manifestazione di quadri clinici particolarmente gravi quali l’angioedema e l’anafilassi.

Cosa può fare il Centro?

Presso il nostro Centro vengono effettuati dei percorsi diagnostici-terapeutici personalizzati, per pazienti affetti da dermatosi di tipo allergico, che prevedono un’algoritmo diagnostico finalizzato ad individuare il meccanismo ezio-patogenetico alla base della manifestazione clinica,  attraverso un accurata visita dermatologica e  l’ausilio di esami ematochimici e di laboratorio indirizzati ad identificare la causa sottostante prima di iniziare un approccio terapeutico.

Inoltre effettuiamo un counseling personalizzato, volto ad educare il paziente,  al fine di evitare le recidive del quadro clinico, attraverso un adeguamento dello stile di vita alla diagnosi posta.

Si eseguono Patch test che consisteno nell’applicazione di dischetti contenenti una o più sostanze con potenziale allergenico, dette aptene. Ogni sostanza è sufficiente per evocare una reazione anche in pazienti scarsamente sensibilizzati. I dischetti vengono applicati sulla parte alta del dorso, grazie a cerotti ipoallergenici che assicurano un contatto uniforme degli stessi con la pelle. La valutazione da parte del dermatologo verrà effettuata a 48 ed a 72 ore dalla rimozione del cerotto. Inoltre in casi selezionati viene effettuato un patch by patch con la sostanza da testare anche se non presente in commercio.