Rosacea

dermatite-atopica

Il termine atopia, dal greco ”senza luogo”, fu scelto  nel 1923 da Coca e Cooke per descrivere una condizione di ipereattività a sostanze normalmente presenti nell’ambiente con manifestazioni cliniche eterogenee a carico di vari organi e apparati. I due allergologi americani osservarono che tali reazioni tendevano a manifestarsi all’interno di nuclei familiari in assenza di un’evidente precedente sensibilizzazione, facendo quindi presuppore la presenza di una predisposizione genetica. Successivamente la comprensione dei meccanismi patogenetici alla base dell’atopia  ha dato un riscontro scientifico a quanto detto da Coca e Cooke.

Sebbene sia ancora oggi fonte di dibattito, il termine atopia viene comunemente utilizzato in medicina per indicare la tendenza, su base familiare, a manifestare risposte immunitarie disergiche nei confronti di minime quantità di sostanze altrimenti innocue, con conseguente comparsa di sintomi caratteristici di asma, rinocongiuntivite o dermatite atopica.

Le persone che manifestano questo tipo di reazione atopica hanno, infatti, un rischio aumentato di sviluppare una o più malattie atopiche quali per l’appunto la dermatite atopica, l’asma, la rinocongiuntivite, ma anche , poliposi nasale ed esofagite eosinofila. Si tratta di patologie diversissime tra loro, spesso difficili da collegare le une alle altre. Il termine dermatite atopica, condizione ereditaria poligenica assai diffusa, designa pertanto il complesso delle manifestazioni infiammatorie cutanee croniche e/o recidivanti che si associano all’atopia.

Le manifestazioni cliniche differiscono a secondo dell’età del paziente, la dermatite atopica dell’età infantile (<2 anni) con interessamento   simmetrico delle superfici convesse  degli arti e del viso con risparmio della regione mediana e la forma del bambino ( >2anni) con lesioni eczematose delle pieghe. Di particolare interesse è la dermatite atopica dell’adulto spesso una dermatosi grave, con placche d’eczema cronico, rosse, spesse, lichenificate, a volte con papule isolate di prurigo. Su questo fondo di eczema cronico insorgono delle esacerbazioni acute, vescicolose o essudanti. Il prurito è sempre intenso, ostacolando le attività di vita quotidiana, il morale, il sonno di questi pazienti. Le localizzazioni sono diverse da quelle della dermatite atopica infantile. Le mani, il volto, in particolare le palpebre, sono le sedi più frequentemente colpite. Nei casi più gravi ampie aree della superficie cutanee possono essere interessate dalla dermatite. In questi casi si configura un quadro sinil-eritrodermico.

La gestione del paziente atopico è complessa e richiede un approccio adeguato sia in fase acuta sia in cronico.

Tale approccio si riassume in un’educazione del paziente ad adeguare lo stile di vita al suo status di atopico, che consenta di evitare e/o ridurre la comparsa delle lesioni eczematose. Nel caso di fallimento di tali misure con comparsa di fasi acute è necessario attuare una terapia combinata e personalizzata che miri al trattamento delle fasi di “flares” e alla gestione di possibili complicanze.

Si avvale dell’utilizzo di farmaci topici e sistemici con associate norme igieniche di vita.

Cosa può fare il Centro?

Presso il nostro Centro il paziente atopico viene preso in carico, con un trattamento complesso, che non si limita alla gestione esclusiva delle manifestazioni cutane, bensì al “suo stato di atipico“. Infatti è necessario informare il paziente di tutto ciò che questa condizione comporta nella gestione quotidiana ed educarlo ad essere compliante con uno stile di vita igienico e alimentare che rappresenta parte integrante della terapia. E’  necessario associare un trattamento di mantenimento, da modulare nel corso del follow-up, al fine di mantenere integra la barriera cutanea ed evitare le recidive. La presa in carico del paziente comprende, inoltre,  il trattamento precoce delle riacutizzazioni, al fine di evitare il ricorso frequente a terapie sistemiche, necessarie nella fase di generalizzazione della dermatite.